Omaggio a Omizzolo e Fano con il duo Armellini Tchakerian

Martedì 16 giugno 2015, ore 20.30
Auditorium Pollini, Padova

Sonig Tchakerian, violino
Leonora Armellini, pianoforte

Musiche di Guido Alberto Fano, Silvio Omizzolo, Johannes Brahms

Info e biglietti:
Biglietto posto unico 10 euro, ridotto studenti 2 euro
gratuito per gli studenti del Conservatorio Pollini

Fondazione Omizzolo-Peruzzi
cell. +39 340 9291163
e-mail: info@fondazioneomizzoloperuzzi.it
sito: www.fondazioneomizzoloperuzzi.it

Omaggio a Omizzolo e Fano con il duo Armellini Tchakerian
Martedì 16 giugno, ore 20.30, all’Auditorium Pollini, l’ultimo concerto della rassegna Pittura, Musica, Poesia con il duo Armellini-Tchakerian

Leonora Armellini e  Sonig Tchakerian per la prima volta insieme in una serata dedicata  a Omizzolo e Fano martedì 16 giugno, ore 20.30, all’Auditorium Pollini a Padova, per la  rassegna Pittura Musica Poesia.

Sonig e Leonora in prova

Pittura Musica Poesia è un ciclo di cinque concerti, volti a rieseguire la produzione musicale di Silvio Omizzolo, promosso con il patrocinio del Comune e della Provincia di Padova, il contributo di Regione Veneto e FriulAdria e le collaborazioni del Conservatorio di Musica “Cesare Pollini”, l’Università degli Studi di Padova, l’Archivio Musicale Guido Alberto Fano di Venezia e l’Archivio Storico Tono Zancanaro. In programma musiche di Omizzolo, Fano e Brahms.

il concerto sarà preceduto dalla consegna della Borsa di Studio “Silvio Omizzolo” ad un allievo meritevole del Conservatorio Pollini scelto dal Consiglio Accademico.
La borsa di studio di € 1.000 è offerta dalla Fondazione Musicale Omizzolo Peruzzi e diverrà una consuetudine annuale.

In apertura di concerto due pezzi di squisita fattura, Romanza e Gaïté douloureuse del compositore padovano Guido Alberto Fano (1875-1961), tratti dalla raccolta Pagine d’album dedicata alla violinista padovana Olga de Prosperi. La Romanza, è un breve brano di intensa espressività, nostalgico e appassionato. Di particolare gusto e ispirazione è il terzo, Gaïté douloureuse (gaiezza dolorosa), oscillante fra gaia spensieratezza espressa con frasi melodiche sinuose e affascinanti, e profonda malinconia.

Leonora Armellini

Si continua con l’omaggio a Padova con il compositore Silvio Omizzolo (1905-1991) di cui le due artiste proporranno la Sonata per violino e pianoforte, terminata nella primavera del 1967. La sonata fu composta per Giovanni Guglielmo, venne premiata al Concorso Viotti di Vercelli nel 1967 e pubblicata da Zanibon nel 1968. Lo stesso Guglielmo, in duo con Omizzolo, ne tenne la prima esecuzione a Padova, presso la Sala dei Giganti al Liviano, nel 1968.

Questa Sonata ha una vita ritmica che la tiene magnificamente in piedi: il discorso non ristagna e conserva sempre una viva elasticità e uno slancio dinamico secondo cui tutte le linee della composizione si indirizzano. La presenza quasi costante di lievi controcanti stabilisce il rapporto tra violino e pianoforte, che giocano su due piani diversi con un gradevole effetto di filigrana sonora.

Si conclude con due pagine di Johannes Brahms (1833-1897), uno dei maestri della musica da camera dell’ottocento, la Sonata op. 78 e lo Scherzo dalla Sonata F.A.E.

La Sonata op. 78 fu composta fra il 1878 ed il 1879 utilizzando il materiale tematico di due Lieder pubblicati alcuni anni prima nella raccolta dell’op. 59: Regenlied e Nachklang, pensati come omaggio a Clara Schumann. L’intera composizione mantiene un tono molto sobrio, con una scrittura ritmica molto leggera e una parte armonica invece straordinariamente tormentata, ma sempre animata da un’espressione molto riservata, morbida e scorrevole, priva di grandi elementi di contrasto.Sonig_2

Molto particolare tra le opere per violino e pianoforte di Brahms è la Sonata F.A.E, scritta nel 1853, in collaborazione con Albert Dietrich e Robert Schumann (autori di tre dei quattro movimenti), di cui il musicista di Amburgo compose lo Scherzo. Questa sonata venne completata dai tre compositori in soli dieci giorni con l’intento di fare un omaggio-sorpresa al comune amico Joseph Joachim, giovane violinista di grande talento, che avrà un ruolo considerevole nella diffusione delle opere violinistiche di Brahms. L’acronimo del titolo prende origine dal motto Frei Aber Finsam (libero ma solo).

Sebbene lasci trasparire l’ingenuità giovanile di una scrittura a tratti ancora acerba (Brahms aveva allora vent’anni), lo Scherzo per la «Sonata F.A.E.» è una pagina esuberante e suggestiva con spunti geniali e una freschezza non condizionata da eccessive preoccupazioni di rigore stilistico o compositivo.

L’ingresso al concerto prevede un biglietto con posto unico non numerato a 10 euro, con riduzione a 2 euro per gli studenti universitari e l’ingresso gratuito per gli studenti del Conservatorio Pollini.

Per informazioni riguardo ai biglietti si può contattare la Fondazione Musicale Omizzolo-Peruzzi (cell. 340 9291163; email: info@fondazioneomizzoloperuzzi.it; sito: www.fondazioneomizzoloperuzzi.it).

Informazioni:

Fondazione musicale Omizzolo-Peruzzi
cell. 340 9291163
email: info@fondazioneomizzoloperuzzi.it
sito: www.fondazioneomizzoloperuzzi.it

Tamburino
Martedì 16 giugno 2015, ore 20.30
Auditorium Pollini, Padova

Sonig Tchakerian, violino
Leonora Armellini, pianoforte

Musiche di Guido Alberto Fano, Silvio Omizzolo, Johannes Brahms

Programma

Guido Alberto Fano (1875-1961)      Romanza

                                                                Gaïté douloureuse

Silvio Omizzolo (1905-1991)             Sonata

Johannes Brahms (1833-1897          Sonata op. 78

                                                                 Scherzo dalla Sonata F.A.E

Curricula

LEONORA ARMELLINI, pianoforte
Leonora Armellini, nata a Padova (Italia) nel 1992, si è diplomata col massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore al Conservatorio di Padova all’età di soli 12 sotto la guida di Laura Palmieri, allieva del grande Arturo Benedetti Michelangeli. Nel suo percorso di formazione Leonora si è successivamente diplomata summa cum laude all’età di 17 anni all’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, sotto la guida di Sergio Perticaroli.

Vincitrice di numerosi concorsi tra cui il primo premio assoluto al Concorso “Muzio Clementi” e il Premio “J.S.Bach” della città di Sestri Levante, il “Premio Venezia” (2005), col consenso unanime della Giuria tecnica e della Giuria popolare, il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Camillo Togni ” di Brescia-Gussago (2009) ed il “Premio Janina Nawrocka” per la “straordinaria musicalità e la bellezza del suono” al Concorso Pianistico Internazionale “F. Chopin” di Varsavia (2010).

Nel maggio 2013 il Board dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, presieduto da Angelo Foletto, ha deciso di assegnare il “XXXII Premio Abbiati” dedicato a “Piero Farulli” al Trio AMAR – Leonora Armellini, Laura Marzadori e Ludovico Armellini (Pianoforte, Violino e violoncello).

Il 23 settembre 2013, nel Teatro “alla Pergola” di Firenze, Leonora ha inoltre ricevuto dalle mani di Zubin Mehta il Premio Internazionale Galileo 2000 per il “grande coraggio e talento musicale”.

Ha ricevuto, inoltre, premi e riconoscimenti da soggetti pubblici, privati e associazioni professionali per le sue qualità umane, artistiche e per il suo impegno sociale. In virtù di queste credenziali, Leonora è stata invitata far parte della Giuria al “Premio Nazionale delle Arti” (ottobre 2013) promosso dal Ministero dell’Università (AFAM).

E’ stata invitata ad esibirsi nelle sale da concerto più prestigiose d’Europa: “Weill Recital Carnegie Hall” di New York, Musashino Concert Hall di Tokyo, “Stein Auditorium” di New Delhi.

Da ricordare anche le sue recenti partecipazioni al “Progetto Martha Argerich” di Lugano, all’ “International F. Chopin Festival” di Duszniki Zdroj (Polonia), al “Chopin and His Europe Festival” di Varsavia, al “Royal Piano Festival” di Cracovia, alla “Societé Chopin” di Ginevra, al “Mardi Rèvelation” nella Salle Cortot di Parigi, alla “Steinway Hall” di Londra, al “Festival Internazionale AB Michelangeli” di Bergamo e Brescia, al “Festival Dino Ciani” di Cortina d’Ampezzo, alle “Serate Musicali” di Milano ed al Festival MiTo.

Ha suonato con importanti orchestre tra cui i “Solisti Veneti”, l’ Orchestra Sinfonica di Cracovia, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra di Padova e del Veneto, l’ Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia, l’ Orchestra del Teatro “Giuseppe Verdi” di Trieste, l’ Orchestra Filarmonica di Torino, “I Virtuosi Italiani”, l’ Orchestra dell’Arena di Verona, l’ Orchestra da Camera del Teatro “Alla Scala” di Milano, la “Sinfonia Varsovia” di Varsavia, la Radiowa “New Art” Filharmonia di Lodz, l’Orchestra J.Futura, l’ Orchestra da Camera di Kiev, l’ Orchestra Nazionale Ucraina).

Ha collaborato con direttori come Alexander Rabinovich-Barakowsky, Claudio Scimone, Zoltan Pesko, Anton Nanut, Damian Iorio, Andrea Battistoni, Daniele Giorgi, Giordano Bellincampi, Christopher Franklin, Corrado Rovaris, Massimiliano Caldi, Raffaele Napoli, Emilian Madey, Jacek Kaspszyk eseguendo concerti per pianoforte di Haydn, Mozart, Mendelssohn, Chopin, Schumann, Clara Schumann, Liszt, Gershwin, Prokofiev, Tchaikowsky.

Nel febbraio 2013 ha sostituito l’indisposto Daniel Barenboim al Festival di Sanremo, eseguendo lo Studio op. 10 n. 3 di F. Chopin di fronte a circa 155 milioni spettatori in mondovisione.

Leonora è considerata una pianista molto versatile anche in virtù del suo amore nei confronti del grande repertorio cameristico. In quest’ambito ha collaborato con artisti quali Jeffrey Swann, Mario Brunello, Giovanni Angeleri, Lucia Hall, Sonig Tchakerian, Laura Marzadori e il Trio Broz.

Leonora ha partecipato come protagonista a 5 progetti discografici come solista riguardanti l’incisione dei due Concerti e dell’Andante Spianato e Polacca Brillante di Chopin, l’integrale dell’ “Album per la Gioventù” di R. Schumann, i due Concerti di F. Liszt e il Concerto K 595 di W. A. Mozart. E’ stata invitata da radiotelevisioni italiane ed estere per trasmissioni di concerti ed interviste. Si ricorda tra questi il suo recital per la trasmissione i “Concerti del Quirinale”, in onda su Rai Radio 3.

Ha debuttato anche in veste di scrittrice, a fianco di Matteo Rampin, nella stesura a 4 mani del libro di divulgazione musicale “Mozart era un figo, Bach ancora di più”, edito da SALANI (2014), giunto in pochi mesi alla seconda edizione.

Sonig Tchakerian, violino
Sonig, “violinista che all’esibizione virtuosistica aggiunge l’anima” (Giorgio Vitali`) l’interprete che “possesses an alluring cantabile which works wonders” (Julian Haylock), che con “la cavata imperiosa e misurata” assieme a Martha Argerich “scolpisce la Sonata di Schumann come un capolavoro romantico sofferto e commovente” (Cesare Galla), che “trasmette sentimento, inzuppando il timbro in un bicchiere colmo di stati emotivi” (Andrea Bedetti), è un personaggio inconfondibile nel panorama concertistico internazionale. Il suo carattere unisce all’umiltà meticolosa nello studio l’ardimento nell’interpretazione dove non vuole alcuna nota inerte, né una pausa o un fraseggio, vivendo in prima persona il linguaggio e le scelte degli autori. Per questo, nella trasmissione L’infedele, l’hanno presentata come tra i protagonisti di quella libertà pur rigorosa che caratterizza “il nuovo Bach”. Di Bach è uscita per Decca l’incisione integrale della Sonate e Partite per violino solo: Sonig vi è arrivata per un percorso con i grandi classici, e dalla messa a fuoco di opere fatte di pezzi diversissimi quasi segretamente uniti. Così l’incisione precedente dedicata ai 24 Capricci di Paganini, dove ha maturato quel dominio del virtuosismo più ardito che carica la furia o l’abbandono, poi offerto in Bach. Il “fascino soggiogante, il carismatico rigore morale e la potente bellezza d’una capacità tutta sua d’affondare il fraseggio” (Lorenzo Arruga) però non sono per lei un punto d’arrivo, ma vive con un’inquieta voglia di cercare oltre, esplorare cose nuove. Se fin da bambina ha imparato a imporsi con l’archetto e con l’esistenza sotto la guida del padre, appassionato violinista, e ha potuto godere di grandi maestri diversissimi, come Accardo e Milstein, e ha creato esperienze intense e coraggiose come la direzione, con Giovanni Battista Rigon, delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, suonando con artisti famosi o divenuti tali, e se ha il crisma della classicità ufficiale insegnando violino nella scuola di Alto Perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, oggi ha aperto anche nuovi percorsi: una performance di Bach a confronto con le sacre pagine di Anselmo d’Aosta; un’ avventura oltre il confine del jazz; un viaggio di concerti e incontri alla riscoperta delle origini armene… Radici e futuro, per lei due realtà da non tradire.