L’Orchestra di Padova e del Veneto tra classica ed elettronica

53ma Stagione concertistica 2018/2019
Tempi e tempeste

Giovedì 28 Febbraio 2019
ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
Auditorium Pollini – ore 20.45
MARCO ANGIUS, direttore
ENRICO CASARI, tenore

Con il concerto del prossimo 28 Febbraio, all’Auditorium Pollini di Padova, tutto all’insegna della sperimentazione e del confronto fra linguaggi musicali diversi, si apre la collaborazione fra l’Orchestra di Padova e del Veneto e il suo nuovo compositore in residence Nicola Sani. Musicista dalle molte vocazioni formatosi, tra l’altro, con Stockhausen e Tristan Murail, Sani è autore di opere di teatro musicale e di brani per strumenti ed elettronica: un incontro importante per un’orchestra che vuol essere laboratorio di indagine attiva sul presente. Sul podio ci sarà il direttore artistico dell’OPV Marco Angius, tra i protagonisti della musica di oggi in Italia; il concerto vedrà inoltre la partecipazione di Enrico Casari, tenore che dal suo debutto nel 2006 è stato protagonista di una brillante ascesa che l’ha visto cantare in moltissimi teatri in tutta Europa. Oltre al lavoro commissionato a Nicola Sani, Tempestate per orchestra e live electronics, verranno eseguite Quattro versioni dalla Ritirata notturna di Madrid di Boccherini elaborate da Luciano Berio; il Rondò arlecchinesco di Ferruccio Busoni; i ballabili del terzo atto del Macbeth di Verdi e l’orchestrazione di Berio di Otto romanze per tenore e orchestra dello stesso autore.

Nicola Sani
Nicola Sani (foto Hugues Rousse)

Il titolo di Tempestate, oltre a richiamare quello della corrente stagione dell’OPV, «Tempi e tempeste», fa riferimento a «una sorta di irruzione e di devastazione di un contesto sonoro, un atto di ribellione» accompagnato da una ricostruzione del linguaggio musicale su altre basi. Per quest’operazione di rottura e di ricomposizione sonora Nicola Sani si è servito fra l’altro di nuove tecniche di spazializzazione applicate a tutta l’orchestra, con movimenti e trasformazioni che portano ad un ascolto immersivo del suono strumentale.

Ma anche di tutta la sua abilità nel lavorare il suono come materia in continua trasformazione, di proiettarlo nello spazio, di provocarvi oscillazioni continue fra l’omogeneo e l’eterogeneo, fra il liscio e lo striato. Tutta una manipolazione del suono che finisce per creare, per mezzo di contrasti dinamici, ritmici ed espressivi, una vera e propria drammaturgia.

“Tempestate” è dedicato alla memoria del compositore e amico Mario Bertoncini, recentemente scomparso, a cui Sani era molto legato.

Del quintetto Musica notturna delle strade di Madrid, un grande successo di fine ‘700, Boccherini preparò più versioni per organici diversi. L’elaborazione di Luciano Berio (1975) sovrappone quattro di queste versioni, «mettendo in rilievo, verso la fine, alcuni “saporosi” conflitti armonici». La Ritirata è l’ultimo movimento del brano e corrisponde al momento del coprifuoco, quando la movida notturna della città spagnola inizia a disperdersi e un velo di malinconia si mescola agli ultimi strascichi della festa.

L’Arlecchino protagonista del Rondò di Ferruccio Busoni, scritto a New York nel 1915, è una figura irrequieta che alterna profonda commozione e riso irrefrenabile, slanci coraggiosi e timide reticenze, trasporto amoroso e versacci di scherno – come nell’intervento finale del tenore fuori scena, che mima una sorta di sghignazzo. Una maschera che però, presa tra tante passioni contrastanti, ci risulta fin troppo familiare: è un essere umano come noi.

Enrico Casari

Le scene di ballo del terzo atto del Macbeth, aggiunte da Giuseppe Verdi per la rappresentazione parigina del 1865, rappresentano una delle pochissime incursioni del compositore di Busseto nel mondo della danza. L’aggiunta di queste scene, un’imposizione dell’uso francese, preoccupava non poco Verdi, che tuttavia realizzò pagine di grande efficacia e ben inserite nel contesto del melodramma: lo spunto è il ballo dei diavoli e delle streghe da cui Macbeth, non contento della profezia ottenuta nel primo atto, si reca per ottenere nuovi vaticinii. Un esempio della versatilità di quello che fu forse il più grande compositore romantico italiano, il quale si cimentò anche nella musica da camera, come avviene con le Otto romanze per tenore e pianoforte in cui Berio vedeva quasi degli «studi per scene, arie e cabalette di melodrammi verdiani in fieri». La raffinatissima orchestrazione di Berio, non sempre in stile storico, non stravolge il senso dei brani ma vi introduce a tratti degli «spaesamenti» generati dalle associazioni, lontane o vicine, che i vari passaggi delle romanze vengono suggerendo. Le Otto romanze saranno anche al centro della Lezione di Sabato del 2 Marzo 2019 di Sandro Cappelletto, direttore della pubblicazione “Studi Verdiani”.

Il concerto sarà anticipato dalla prova generale aperta al pubblico alle ore 10.30 e da una introduzione all’ascolto con i protagonisti della serata alle ore 19.45 sempre in Auditorium.

La Stagione concertistica è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

Biglietti 53a Stagione concertistica 8-25€
Prove generali 3-8€
In vendita online su www.opvorchestra.it (solo biglietti interi), da una settimana prima del concerto presso Gabbia Dischi (via Dante, 8) e al botteghino dell’Auditorium la sera del concerto dalle ore 20.00.

Info T. 049 656848-656626, www.opvorchestra.it.

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