La mostra padovana dedicata ad Antonio Ligabue in onda sulle reti Mediaset

 

Gli occhi di Ligabue diventano protagonisti di un racconto; i volti ripetuti e sempre diversi, che costituiscono il cuore della mostra “Antonio Ligabue. L’uomo il pittore” ai Musei Civici agli Eremitani a Padova, verranno raccontati da Sabina Ambrogi nella trasmissione “Splendor exhibition”, la rubrica dedicata all¹arte all¹interno del format “Splendor”, in onda sabato 24 novembre su Iris/Mediaset dopo la mezzanotte, alle ore 1:00. Il programma “Splendor” è un focolaio che si genera dal cinema, dove teatro, musica, letteratura, fumetto e arte visiva si attraggono attrarsi e dialogano tra loro. Lo speciale dedicato alla mostra padovana verrà poi ripreso da lunedì 26 novembre sul portale di cinema mymovies.it e sul portale dedicato splendortv.it.

La mostra monografica “Antonio Ligabue. L’uomo, il pittore”, dedicata alle opere del geniale pittore italo-svizzero (Zurigo 1899 – Gualtieri 1965), è in corso a Padova fino domenica 17 febbraio 2019, presso i Musei Civici agli Eremitani. L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, è curata da Francesca Villanti e Francesco Negri.

La mostra è organizzata e prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la direzione generale di Alessandro Nicosia, in collaborazione con la Fondazione Museo Antonio Ligabue e il Comune di Gualtieri (RE).

«Un evento prestigioso – dichiara l’Assessore alla Cultura Andrea Colasioin una politica di rilancio delle grandi mostre, che contribuisce a incrementare l’offerta culturale e turistica di Padova città d’arte».

Nelle sale sono esposti più di settanta dipinti, tre dei quali provenienti da collezioni private padovane e mai esposti al pubblico. Insieme ad essi dieci opere su carta e sette sculture, fusioni in bronzo dalle originali che Ligabue realizzò in creta adoperando l’argilla delle sponde del Po, nella Bassa reggiana dove il pittore ha vissuto dopo l’espulsione dalla natia Svizzera, rimanendovi fino alla morte.

Quello di “Antonio Ligabue. L’uomo, il pittore” vuole essere un percorso attraverso la vita e l’arte di Antonio Ligabue, una vicenda esistenziale dominata dalla solitudine, dall’emarginazione, riscattate solo da uno sconfinato amore per la pittura. Un racconto biografico e artistico che si snoda attraverso i temi principali entro i quali si sviluppa l’universo creativo del pittore.

La mostra si apre con i celebri autoritratti, che testimoniano il forte desiderio di rivelare attraverso l’immagine i tratti essenziali della propria personalità, e che evidenziano un’acutezza di indagine caparbiamente inseguita, nonché la capacità di esprimere la continua ricerca di un’occasione di confronto e di umano coinvolgimento attraverso un’intensità emotiva insieme a una profonda poesia.

Seguono gli animali selvaggi e domestici – “Pittore di animali” è la definizione che dà di sé Ligabue già nel 1928: immediata l’identificazione dell’artista con le figure rappresentate. Una simbiosi che denuncia ancora una volta la sofferenza della sua anima di animale ferito, rifiutato dall’essere umano e che trova negli animali che vivono sulle rive del Po la sua unica famiglia. La fantasia porta poi il pittore in terre lontane, sognate e immaginate sfogliando qualsiasi libro trovasse a portata di mano o studiando con curiosità maniacale le famose figurine Liebig.

Infine, il paesaggio agreste, un microcosmo privilegiato dove Ligabue si sente a suo agio come in nessun altro luogo, dove la sua idealizzazione rivela un’attenzione profonda alla vita silenziosa delle cose della natura, attinta nella verità di un mondo spiato da lontano, filtrata attraverso il ricordo della sua terra natale e alle immagini delle opere osservate da bambino, frammenti di un mondo che si porterà dietro mischiando ricordi e fantasia.

A corredo, per sottolineare ancora di più lo stretto legame in Ligabue tra vita ed arte, per la prima volta sarà inoltre visibile al pubblico una quarantina di documenti originali, dedicati alla vicenda biografica di Antonio Ligabue.

Accompagna la mostra un catalogo Skira con testi di Francesca Villanti, Sergio Negri, Giuseppe Amadei e Massimo Scanarini.

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