Invito a palazzo – Prima edizione. Dal 6 maggio al 1 ottobre

Incontri di Poesia, Teatro, Arte e Musica a Rovigo

Al via, sabato 6 maggio 2023, la prima edizione di “Invito a Palazzo”, cinque incontri, a cadenza mensile da maggio a ottobre, di poesia, teatro, arte e musica a Rovigo nel giardino di Palazzo Nagliati e nella Sala degli Arazzi dell’Accademia dei Concordi.

Al suo debutto, sabato 6 maggio 2023, alle ore 18.00, la prima edizione della rassegna “Invito a Palazzo. Incontri di poesia, teatro, arte e musica a Rovigo”, organizzata ed ideata dalle Associazioni Il Ponte del Sale e Minimiteatri, in collaborazione con l’Accademia dei Concordi, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo e con l’amichevole partecipazione dell’associazione Amici dell’Accademia, che porterà l’Arte in tutte le sue forme a Rovigo nel suggestivo giardino di Palazzo Nagliati e nella prestigiosa Sala degli Arazzi dell’Accademia dei Concordi.

Gli appuntamenti di Invito a Palazzo

Cinque appuntamenti, alle ore 18.00, a cadenza mensile, da maggio a ottobre 2023, tutti legati da un filo rosso comune: l’intreccio delle diverse arti, dalla musica, al teatro, alla poesia, alla pittura, ed il connubio tra ricerca e “tradizione”.

Tre poeti del Sud

Ad inaugurare la rassegna, sabato 6 maggio 2023, ore 18.00 all’Accademia dei Concordi a Rovigo, TRE POETI DEL SUD. Le tre voci fraterne di Domenico Brancale, Alfonso Guida e Francesco Iannone abitate dal sacro e da una potenza arcaica incontrano la musica sacra contemporanea del Coro Venezze Consort diretto da Lorenza Fogagnolo e Giorgio Mazzuccato e l’opera ascetica del pittore prigioniero-liberato Osvaldo Forno presentata dal giornalista Pierluigi Bagatin, socio ordinario dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e direttore della rivista “Beni culturali e ambientali in Polesine”.

A Invito a Palazzo, Fiabe, Favole, Fantasia

Per il secondo appuntamento di sabato 10 giugno 2023, ore 18.00 nel giardino di Palazzo Nagliati, luogo vivo di memorie, frequentato dai giovani e dimora della cultura nel cuore della città, saranno protagoniste le letture di Letizia E. M. Piva e Paolo Rossi in dialogo con il duo di flauti di Gessica Rampazzo e Gianni Lazzari nello spettacolo FIABE FAVOLE  FANTASIA preludio a Donne da Palcoscenico.
Un incontro dedicato alle due più imponenti raccolte fantastiche: Il racconto dei racconti di Giambattista Basile (1583 – 1632) e Le mille e una notte (a partire dal X secolo) che hanno contribuito a formare l’immaginario collettivo e hanno dato vita a straordinari personaggi.

Letizia E. M. Piva

Questo spettacolo sarà un’anticipazione della nona edizione della rassegna Donne da Palcoscenico, che si terrà dal 21 al 25 giugno al Chiostro del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, dedicata quest’anno al tema di Fiabe Favole Fantasia. L’artista Giorgio Mazzon ha lavorato con Letizia Piva allo spettacolo Shahrazàd, chi era costei?, producendo diverse tavole che sono diventate scenografia e in questa occasione esporrà un quadro ispirato al tema della fiaba.

Invito a Palazzo, l’omaggio a Zanzotto

Sempre nel giardino di Palazzo Nagliati, sabato  1  luglio, alle ore 18.00, con ZANZOTTO SULLA LUNA, il poeta Stefano Strazzabosco presenterà il suo saggio sulle apparizioni lunari nell’opera in versi e in prosa di Andrea Zanzotto, uno tra i più significativi poeti italiani della seconda metà del Novecento, al quale renderanno omaggio anche le opere dell’artista trevigiana Graziella Da Gioz che ha collaborato con il poeta di Pieve di Soligo. Protagonista musicale dell’incontro il Venezze saxophone quartet, composto da quattro giovani studenti del M° Fabio Petretti, docente di Sassofono classico e jazz al Conservatorio di Rovigo.

Invito a Palazzo omaggia Anna Zoppellari

Sabato 2 settembre, alle ore 18.00, nel giardino di Palazzo Nagliati, un Omaggio ad Anna Zoppellari con Paolo Quazzolo, professore Associato di Storia del Teatro dell’Università di Trieste ed una performance d’attrici tratte da Delitto nel silenzio con Licia Navarrini, Barbara Chinaglia e Giorgia Brandolese.

Le opere dell’artista Giusto Pilan saranno presentate da Giorgia Bergantin intrecciate con la musica del percussionista Alberto Zongaro. La serata parte da una pubblicazione universitaria dedicata alla figura di Ugo Betti a cura di Paolo Quazzolo, per arrivare allo spettacolo Delitto nel silenzio, tratto da Delitto all’isola delle capre di Betti, che ha debuttato nel 2020. Un omaggio ad Anna Zoppellari, donna di cultura e soprattutto grande amica e preziosa collaboratrice scomparsa prematuramente.

“Con Anna ho condiviso, oltre che una bella amicizia, diverse edizioni della rassegna «Donne da Palcoscenico – racconta Letizia Piva – a lei mi sono affidata per gli approfondimenti culturali legati al tema scelto. Così, nel 2020, in piena pandemia, abbiamo concentrato l’attenzione su Ugo Betti, grandissimo autore attualmente poco rappresentato. Anna non ha concluso quel percorso. Con questa iniziativa la ringrazio, la ricordo, le esprimo il mio affetto”.

L’iniziativa da cui trae origine questo incontro, ci spiega Paolo Quazzolo “conferma, ancora una volta, la vastità degli interessi di Anna, valida e appassionata studiosa di letteratura francese, ma anche cultrice delle arti e del teatro”.

Gran finale di Invito a Palazzo all’Accademia dei Concordi             

Gran finale della rassegna all’Accademia dei Concordi, domenica 1 ottobre ore 18.00, con lo spettacolo Nella poesia con Marco Munaro, Letizia E. M. Piva, le opere di Vanni Cantà presentate da Pierluigi Bagatin e la musica dell’oboista Marco Schiavon.

“Nella poesia” è un dialogo a tre voci nato dall’incontro tra l’attrice Letizia Piva e il suo teatro “minimo” e totale, la  musica per oboe di Marco Schiavon, e la poesia di Marco Munaro. Rispondendosi, intrecciandosi, inseguendosi, alternandosi, le tre voci invitano ad entrare nel bosco sonoro per vivere l’avventura della bellezza e dell’amore da cui viene la corrente di un fiume in cui si specchia il mistero della natura e il destino dell’uomo.

Gli spettacoli sono tutti ad ingresso libero.

Invito a Palazzo: informazioni

ilpontedelsale@gmail.com
info@minimiteatri.it   375-7992419

Invito a Palazzo: tamburini

Sabato 6 maggio 2023, ore 18.00
Accademia dei Concordi, Rovigo
TRE POETI DEL SUD
Domenico Brancale, Alfonso Guida, Francesco Iannone
Opere di Osvaldo Forno presentate da Pierluigi Bagatin
Coro Venezze Consort diretto da Lorenza Fogagnolo e Giorgio Mazzuccato

Sabato 10 giugno 2023, ore 18.00
Giardino di Palazzo Nagliati, Rovigo
FIABE FAVOLE FANTASIA – preludio a Donne da Palcoscenico
da Il Racconto dei racconti di  Giambattista Basile a Le mille e una notte
letture di Letizia E. M. Piva e Paolo Rossi
Opera di Giorgio Mazzon presentata da Giorgia Bergantin
Gessica Rampazzo e Gianni Lazzari, flauti

Sabato 1 luglio, ore 18.00
Giardino di Palazzo Nagliati, Rovigo
ZANZOTTO SULLA LUNA
di e con Stefano Strazzabosco
Opere di Graziella Da Gioz presentate dalla stessa artista
Venezze saxophone quartet

Sabato 2 settembre, ore 18.00
Giardino di Palazzo Nagliati, Rovigo
Omaggio ad Anna Zoppellari
Con Paolo Quazzolo, Professore Associato di Storia del Teatro – Università di Trieste
Performance d’attrici tratte da Delitto nel silenzio
con Licia Navarrini, Barbara Chinaglia, Giorgia Brandolese
Opere di Giusto Pilan presentate da Giorgia Bergantin
Alberto Zongaro, percussioni

Domenica 1 ottobre ore 18,00
Accademia Concordi, Rovigo
Nella poesia
con Marco Munaro, Letizia E. M. Piva
Opere di Vanni Cantà presentate da Pierluigi Bagatin
Marco Schiavon, oboe

Gli artisti presenti ad Invito a Palazzo

Domenico Brancale, poeta

Domenico Brancale è nato a Sant’Arcangelo, in provincia di Potenza, nel 1976. E’ poeta e traduttore. Tra i suoi libri: L’ossario del sole (Passigli, 2007), incerti umani (Passigli, 2013), Per diverse ragioni (Passigli, 2017), Dovunque acqua sia voce (Edizioni degli animali, 2022). Ha curato il libro Cristina Campo In immagini e parole e tradotto Cioran, J. Giorno, C. Royet-Journoud, Artaud, Scelsi. È uno dei curatori della collana di poesia straniera “Le Meteore” per Ibis e “Prova d’Artista” per la Galerie Bordas. Il suo lavoro sulla voce e sullo spazio ha prodotto le performance: Questa deposizione rischiara la tua assenza (Galleria Gasparelli – Teatro Sì, Fano/Bologna 2009), Nei miei polmoni c’è l’attesa (Galleria Michela Rizzo, Venezia 2013), incerti umani (Città delle 100 scale, Potenza 2013), Se bastasse l’oblio (MAC Lissone, 2014), Langue brûlé (Palais de Tokyo, Paris 2014), Scannaciucce – una lode dell’Asino (Matera, 2019), Non dire a sordo (Galleria de’ Foscherari, Bologna 2022).

Alfonso Guida, poeta

Alfonso Guida (1973) è nato e vive a San Mauro Forte, in Lucania. Nel 1998 vince il premio Dario Bellezza per l’opera prima con la raccolta Il sogno, la follia, l’altra morte a cura del Laboratorio delle Arti di Milano. Nel 2002 vince il premio Montale con la plaquette  Le spoglie divise (Quindici stanze per Rocco Scotellaro). Suoi versi sono apparsi su diverse riviste e antologie italiane, fra le quali “Poesia”. Ha approfondito in particolare l’opera di Beppe Salvia, Dario Bellezza, Amalia Rosselli e Paul Celan. Con Poiesis ha pubblicato nel 2011 la raccolta Il dono dell’occhio, finalista Premio Notari 2012. Sempre del 2012 è il lungo poema Irpinia (Poiesis editrice). Nel 2013, per Nino Aragno editore, è uscito il diario in endecasillabi sciolti Ad ogni passo del sempre. Nel 2014 ha pubblicato per LietoColle L’acqua al cervello è una foglia raccolta di madrigrali dedicati, omaggio a Petrarca, Buonarroti, Pascoli. Nel 2015, per Il Ponte del Sale, escono Poesie per Tiziana, un poema di quasi novemila versi, compendio di un’ esperienza psichiatrica e psicoanalitica.  Con Fallone, nel 2017 Luogo del sigillo; con Terra d’Ulivi Edizioni  ha pubblicato Il Tassidermista nel 2022.

Francesco Iannone, poeta

Francesco Iannone è nato a Salerno nel 1985. Ha pubblicato, per la poesia, le raccolte “Poesie della fame e della sete” (Ladolfi, 2011), “Pietra lavica” (Aragno, 2016), le plaquette “Le belve erranti” (Nervi, 2019), Pasifae (Cervi volanti, 2020) e “L’usignolo di ferro (Roundmidnight, 2020). Per la prosa, invece, il romanzo dal titolo “Arruina” (Il Saggiatore, 2019). Collabora con il quotidiano “Il Foglio”.

Osvaldo Raffaele Forno, pittore

Osvaldo Raffaele Forno, artista rodigino, inizia a dipingere nel 1959 come autodidatta. Nel 1964 si presenta e consegue il diploma presso l’Istituto d’Arte di Castelmassa (Ro). Dal 1971 inizia il suo insegnamento all’Istituto Dosso Dossi di Ferrara. Artista di multiformi interessi, si è sempre collocato al centro delle più attuali problematiche. Dal 1961 ha partecipato alle più importanti rassegne d’Arte italiane, ottenendo notevoli e ripetuti riconoscimenti. Da ricordare sono i premi ottenuti a Copparo (Fe) nel 1968, a San Benedetto Po (Mn) nel 1977-78, a Ferrara con il “Lascito Nicolini” nel 1979. Sue illustrazioni sono presenti nell’opera «Il Decamerone» del Boccaccio – Edizioni Fabbri.Opere grafiche sono presenti al museo Boccaccio di Certaldo. Sette sue opere di pittura sono presenti nelle collezioni delle C.C. di Risparmio di Padova e Rovigo. L’Università per gli studi matematici di Ferrara possiede due pannelli in pittura ed una scultura in ferro. Hanno presentato sue personali Giuseppe Marchiori per l’Accademia dei Concordi di Rovigo nel 1974, Renzo Margonari per il Palazzo del Vescovo a Codigoro (Fe) nel 1982, Giorgio Di Genova per l’Amministrazione Provinciale a Palazzo Roncale a Rovigo nel 1983, Angelo Andreotti per Casa Cini a Ferrara nel 1987, Giancarlo Da Lio per la “Galleria L’incontro” di Rovigo nel 1989 per il 30° della sua attività. Come operatore culturale ha diretto a Rovigo con Gabbris Ferrari la Galleria d’Arte “Programma AR/T” dal 1969 al 1970. Nel 1979 è incaricato per le attività artistiche alla Rocca Possente di Stellata, Bondeno (Fe). Partecipa ad Arte Fiera (Bologna) nel 1987-88-89. Nel 1991 il Circolo Culturale “Gino Piva” gli conferisce per la scultura il Trofeo “Fetonte”. Dal 1994 un suo bronzetto è il Trofeo del premio “Città di Rovigo”. Dal 2000 al 2001 ha diretto la Galleria “La Porta Verde”. Sue opere fanno parte della collezione “Generazioni Anni Trenta” al Museo Bargellini di Pieve di Cento. Lo “Joung Museum” di Revere (Mn) nel 2002 ha acquisito sue opere. Nel 2003 ha esposto presso “La Pescheria Vecchia” di Este (Pd) e alla 50a Biennale di Venezia – Extra 50.

Venezze Consort

Il gruppo corale Venezze Consort è un ensemble professionale impegnato in progetti e produzioni che vanno dalla musica antica a quella contemporanea e che collabora da tempo con Teatri e con diverse istituzioni e personalità musicali.
Dal 1996 partecipa ad Opera Giovani del Teatro Sociale di Rovigo per la produzione di opere prime di autori contemporanei (Sani-Gregoretti, Mosca, Lucchetti, Furlani). Da segnalare pure la partecipazione alla piece teatrale di Laura Granatella, al Teatro Studio di Milano, Maria di Magdala e l’esecuzione della Via Crucis di Franz Liszt con la coreografia di Simona Chiesa e il Corpo di Ballo della Scala nel Duomo Vecchio di Brescia.
Nell’aprile 2011 ha aperto il Concorso Internazionale di Canto Corale – AGC Verona  con l’esecuzione della Messa di Gloria di Puccini presso il Teatro Filarmonico di Verona e, nel luglio 2012, ha eseguito il concerto inaugurale del Concorso Internazionale Seghizzi di Gorizia.
Al 7° Festival della Coralità Veneta (ottobre 2012) il  Venezze Consort, con un progetto sulla musica sacra di Verdi, viene valutato dalla giuria  come ensemble “di eccellenza” e si esibisce al Teatro Comunale di Treviso.
Le scelte di repertorio sono indirizzate verso opere sinfonico-corali proposte in versione da camera e realizzate con organo o pianoforte nella trascrizione dall’orchestra del Maestro Francesco Finotti, con il quale il gruppo intrattiene rapporto di intensa e proficua collaborazione.
Il Venezze Consort è diretto fin dalla sua costituzione dal M° Giorgio Mazzucato cui si affianca ora la M° Lorenza Fogagnolo.

Letizia E. M. Piva, regista, drammaturga, attrice, vocalist, didatta di musica e teatro, strumentista d’arpa

Ha lavorato con importanti registi ed attori, quali: Gabbris Ferrari, con cui ha condiviso scelte artistiche per dieci anni, Arnoldo Foà, Antonio Taglioni, Thierry Parmentier, Michele Placido, Ilaria Occhini, Alessandro Haber.
Tra le collaborazioni: Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, Federazione Cemat, Teatro Stabile del Veneto, Istituto Musicale Europeo, Centro Ricerche Musicali di Roma, Centro per il Teatro Musicale da Camera di Spoleto, Orchestra di Padova e del Veneto, Teatro Sociale di Rovigo.
Direttore artistico di Minimiteatri, ha scritto e diretto spettacoli per Teresa Mannino, Marina Massironi, Vanessa Gravina e Cristina Donadio.
Ideatrice di manifestazioni, tra cui Donne da Palcoscenico che ha ospitato, tra gli altri, Maddalena Crippa, Dacia Maraini, Syusy Blady, Ambra Angiolini, Francesca Reggiani.
Ha restituito al teatro il capolavoro cinquecentesco La Zingana di G. A. Giancarli, prima ripresa in epoca moderna.
Recentemente nominata Socio Ordinario dell’Accademia dei Concordi, la più antica e prestigiosa Istituzione Culturale rodigina.

Paolo Rossi, attore

Paolo Rossi, attore rodigino,entra a far parte dell’ ICAI (Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale) sotto la direzione del Maestro Gianni De Luigi  nel quale si forma professionalmente grazie a diversi Maestri del settore tra i quali Adriano Sinivia, Carolyn Carlson, Eugenio Allegri e molti altri. Tra il 2003 ed il 2006 collabora col regista Alberto Gambato vincendo tre primi premi per soggetto e sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia sezione CinemAvvenire. Dal 2010 collabora con diverse compagnie teatrali tra le quali: Minimiteatri. Jar Production e Maner Manush con la quale vince il premio come miglior attore non protagonista nell’ambito dell’AACT (American Association of Community Theatre) Venice, Florida. Attualmente è in scena con Commedia Rossa di Alessia Giovanna Matriciano, selezione Fringe festival 2022 Roma.

Giorgio Mazzon, pittore, scultore, ceramista

Giorgio Mazzon, artista polesano poliedrico: pittore, scultore, ceramista, inventore di creature fantastiche disegnate o assemblate con materiali di scarto. Assiduo lettore, attratto dal mondo mitologico, dalle culture di terre straniere e dalla storia dell’arte del dopoguerra, crea da autodidatta un linguaggio artistico unico. Il suo segno veloce e cromaticamente potente contraddistingue la sua vasta produzione, più volte protagonista di esposizioni collettive in Italia e all’estero. Fin da giovane si immerge nel mondo del design di mobili e arredamento d’interni collaborando con le maggiori fonderie di Murano e con il maestro Costantini della veneziana Fucina degli Angeli. Nel 1986 apre Il Barattolo, laboratorio di ceramica inizialmente a conduzione familiare, apprezzato localmente ed a livello nazionale attraverso varie manifestazioni fieristiche. Amante della condivisione intellettuale, ospitava nella sua casa-studio a Rosolina numerosi protagonisti del mondo dell’arte rodigino e veneziano tra cui il grande regista e scenografo Gabbris Ferrari, insieme al quale realizzava oggetti scenici teatrali spesso in collaborazione con la regista, attrice e musicista Letizia E. M. Piva, Bepi Molin in compagnia del quale ha costruito un teatrino di burattini, gli artisti Vanni Cantà, Gianpaolo Berto, Nato Frascà e molti altri che si radunavano nella dimora di Giorgio e della moglie Fiorenza per reciproci scambi creativi.

Gessica Rampazzo, flautista

Gessica Rampazzo si diploma brillantemente in flauto traverso presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo perfezionandosi poi come solista con i Maestri Janos Balint, Roberto Fabiano e Daniele Ruggieri. Ha suonato nel ruolo di primo e secondo flauto nelle orchestre dei Teatri di Rovigo e Treviso, in prime raprpesentazioni assolute di compositori come Marco Tutino ed Enrico Rava, registrando per Ermitage e Ricordi. Ha proseguito la sua formazione musicale abilitandosi in Didattica della Musica sia per l’insegnamento dell’educazione musicale che per quella strumentale. Nel 2014 ha conseguito il biennio di Diploma Accademico di II livello in flauto traverso presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo con il massimo dei voti e la lode.

Gianni Lazzari, flautista

Gianni Lazzari, è stato insegnante di flauto nei conservatori di Ferrara, Vicenza e Bologna. Suona prevalentemente flauti antichi che colleziona da molti anni. A Bologna ha aperto il Museo del Flauto — Collezione Lazzari. Ha tenuto numerosi concerti in Italia e in festival internazionali (i Bachfest di Heidelberg e Graz, la Settimana Barocca di Venezia, la Settimana Internazionale Frescobaldi di Ferrara, il festival di Regensburg). Ha registrato concerti per le Radio austriaca e tedesca – in particolare, per la Radio Bavarese, le Sonate di J.S. Bach per il ciclo radiofonico del trecentenario bachiano. Ha partecipato all’incisione delle Sonate di Benedetto Marcello, dei Capricci di Vincenzo Ruffo con i flauti rinascimentali originali dell’Accademia Filarmonica di Verona, e delle “Sinfonie strumentali a due cori” di Viadana con il Traverso Consort e l’Accademia Strumentale Italiana. Ha allestito mostre iconografiche sul flauto e pubblicato articoli sulla storia del flauto. Nel 2003 è apparso per i tipi della EDT di Torino il suo manuale “Il flauto traverso”, che ha riscosso molte lusinghiere recensioni internazionali. Quest’anno ha pubblicato i volumi di “’Improvvisamusica’ — Corso di flauto” sull’improvvisazione nella musica barocca, classica e romantica.

Stefano Strazzabosco

Stefano Strazzabosco ha pubblicato saggi, edizioni critiche, antologie (come Oikos. Poeti per il futuro, 2020) e raccolte di poesia (la più recente: Brodskij, 2019). È stato invitato a festival in Italia, Messico, Colombia, Romania, Moldavia, Bangladesh, Canarie, Vietnam e ha tradotto e pubblicato in volume poeti come O. Paz, A. Arturo, C. Montemayor, J. Gelman, C. Moro, E. Lizalde, G. Fernández, V. Huidobro (in Italia); T. Guerra, A. Palazzeschi, V. Sereni, V. Giotti, P. Cappello (in America latina). Vive a Vicenza, dove ha diretto gli incontri internazionali di “dire poesia” (2009-2013), e a Città del Messico, dove ha fondato la casa editrice pirata La Vencedora e lavora come docente di Letteratura italiana.

Graziella da Gioz

Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Venezia seguendo i corsi di Emilio Vedova, che la invita alla mostra “Vedova e il laboratorio”, Museo d’Arte Moderna di Strasburgo (1984).
Lo studio del paesaggio è mediato dalla lettura di testi poetici e predilige le tecniche del pastello, della pittura a olio e dell’incisione.
Nel 1986 pubblica sue illustrazioni per le poesie di Andrea Zanzotto nella rivista Noise, Ed. Maeght Gallery, Parigi.
Dal 1979 espone in Italia e all’estero collaborando con alcune Gallerie d’Arte. Tra le mostre principali: 1992 Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 1993/1997 mostre itineranti “Venti pittori in Italia” e “Pitture. Il sentimento e la forma”, 1999 Conegliano, Palazzo Sarcinelli “Elogio del pastello”, 2003 Roma, Living Gallery, 2009 Rimini, Castel Sismondo, 2010 Genova, Galata Museo del Mare, 2013 Crocetta del Montello, Villa Ancilotto.
Nel 2005 a Sonthofen (Germania) riceve uno dei tre premi destinati agli artisti europei invitati.
Nel 2006 esce il libro d’artista “Dal paesaggio” edito dalla Stamperia d’Arte Albicocco, Udine, con poesie di Andrea Zanzotto insieme a nove sue incisioni e nel 2011 “Le stagioni sulla Marteniga” di Tina Merlin con una sua incisione e cinquanta pastelli Edizioni Colophon, Belluno, libro esposto anche a Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro e nella Biblioteca Longhena, Fondazione Cini.
Nel 2011 è invitata alla 54^ Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Piazzola sul Brenta.
Nel 2014 partecipa alla mostra “Attorno a Vermeer. I volti, la luce, le cose” Bologna Palazzo Fava e nel 2017 a “Ode alla pittura” Conegliano, Palazzo Sarcinelli, a cura di Marco Goldin.
Nel 2015-17 espone un ciclo di opere sul tema del delta del Po e della laguna nel Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin e a Belluno, Palazzo Crepadona. Esce il libro d’artista “La mia sera” con incisioni dedicate alla poesia di Giovanni Pascoli, esposto in collettive e nella personale “Tra la neve e l’ombra”, Galleria d’Arte l’Occhio, Venezia.
Nel 2018/19 dedica una serie di opere a Tina Merlin e al Vajont che presenta a Venezia, Villa Hériot, e a Longarone, Palazzo Mazzolà.
Nel 2022 una sua incisione è stata inserita nel libro d’artista “In silenzioso affiorare” con poesie di Luciano Cecchinel ed è stata invitata alla terza Biennale “Giuseppe Maestri”, Museo Civico delle Cappuccine, Bagnacavallo (Ravenna).
Le sue incisioni e libri d’artista hanno partecipato a rassegne nazionali e internazionali in Europa, Brasile, Stati Uniti, Cile, Cina, Argentina e Giappone.
Ha insegnato Discipline Pittoriche al Liceo Artistico di Nove (VI) e ha tenuto corsi di pastello all’Accademia Cignaroli di Verona.
Fa parte dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei.

Venezze Saxophone Quartet

Il Venezze Saxophone Quartet è composto da quattro giovani studenti del M° Fabio Petretti, docente di Sassofono classico e jazz al Conservatorio di Rovigo: Marco Brusaferro (21 anni), Nicola Cecchetto (22 anni), Davide Periotto (23 anni), e Jacopo Borin (24 anni). Sotto la guida della prof.ssa Daniela Borgato (docente di Musica d’insieme per strumenti a fiato) il quartetto inizia nel 2015 la sua attività concertistica ottenendo sempre maggiori consensi. Fin dai primi anni partecipa a varie attività locali quali inaugurazioni degli anni accademici in diverse sedi della Università Popolare Polesana, concerti di rappresentanza per la Fondazione Rovigo Banca e concerti in sale di prestigio rodigine quali il Museo dei Grandi Fiumi e l’Accademia dei Concordi. Il 19 luglio 2019 il quartetto è stato protagonista di un concerto presso i Musei Vaticani di Roma, con un concerto all’interno del “Museo Gregoriano Profano” dal titolo : “Cartoline musicali da tempi e da luoghi vicini e lontani – Firmato brevetto 3226″ Il quartetto è risultato vincitore di un concorso internazionale e di un concorso nazionale, ottenendo in entrambi il primo premio assoluto, e attualmente ha un vasto ed eclettico repertorio, originale e di trascrizioni, che spazia dal periodo rinascimentale ai molteplici linguaggi contemporanei.

Paolo Quazzolo

Professore associato di Storia del Teatro presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste. Ha al suo attivo circa 150 pubblicazioni scientifiche tra monografia e saggistica. Collabora alla redazione dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Goldoni. Si occupa inoltre del teatro tra Otto e Novecento, della nascita della regia, delle dinamiche del teatro nella società delle masse, della nascita e dello sviluppo dei Teatri Stabili in Italia. È stato coordinatore scientifico del Sistema Museale dell’Ateneo triestino, ed è coordinatore del “Caffè delle Lettere” dell’Università di Trieste, iniziativa di Terza Missione volta a far conoscere al grande pubblico l’attività di ricerca svolta in Ateneo.  Insegna, oltre che all’Università di Trieste, anche al corso di laurea DAMS interateneo Trieste/Udine, nonché alla facoltà di Pedagogia dell’Università di Pola (Croazia). Dirige un grupo di ricerca sul turismo narrativo onché un gruppo di ricerca sui nuovi linguaggi comunicativi.

Licia Navarrini, attrice

Nata a Rovigo, figlia del campione di rugby e pittore Giancarlo Navarrini, frequenta a Bologna il Liceo Scientifico Statale Sabin e la scuola di teatro diretta da Scuola di teatro Alessandra Galante Garrone dove si diploma nel 1984. Lavora in seguito come attrice e cantante in teatro, cinema e televisione. Dal 2002 interpreta il ruolo di Balia Bea nel programma Melevisione prodotto dalla Rai. È stata aiuto regista di Leo de Berardinis dal 1991 al 1998. Nel 2002 fonda in associazione con alcuni colleghi romagnoli la compagnia teatrale VagaMondi e nel 2014 inaugura un progetto di pedagogia delle arti, nominato Casa delle Passioni. È anche autrice di testi teatrali, favole e sceneggiature per fumetti e formatrice.

Barbara Chinaglia, Attrice, Autrice, Regista, Formatrice

Sono nata a Rovigo e da qui mi sono sempre mossa per studiare e approfondire l’arte del “fare teatro”, muovendo i primi passi in Teatro Nexus, una piccola realtà che ho contribuito a fondare nel 1994 e con la quale ancora produco spettacoli e promuovo il teatro tra i giovani.
Qui ho studiato con il Teatro del Lemming, Minimiteatri e poco lontano a Ferrara ho studiato con il Teatro Nucleo. Grazie alla formazione intrapresa con questi gruppi ho incontrato alcuni tra i più grandi maestri del c.d. Terzo Teatro, nonché alcune eccellenze italiane venete del teatro di prosa. Per citarne solo alcuni nomi: Yves Lebreton, Judith Malina, Horacio Czertock, Cora Herrendorf, Teatr Ósmego Dnia, Eugenio Barba, Tommaso Todesca, Titino Carrara, Ferruccio Soleri, Paolo Giuranna, Danio Manfredini, Monica Francia, Ricardo Talento.
La drammaturgia e la regia sono sempre stati il focus della mia ricerca di esperienze d’attrice questo mi ha permesso di incontrare diversi stili, interpretando ruoli classici e partecipando a creazioni collettive in cui la creatività dell’attore è al centro della genesi drammaturgica.
Come formatrice ho concluso la scuola “Attore Sciamano” del Centro Teatro per le Terapie fondata e condotta dal Teatro Nucleo in seguito alla quale ho iniziato a condurre percorsi di formazione per gruppi di bambini, ragazzi, adulti e in CeOD e Cim delle province di Padova e Rovigo.
Attualmente mi interessa la declinazione comunitaria del teatro come esperienza di incontro in cui l’arte del teatro diventa occasione di crescita per le comunità in cui si pratica, siano esse scuole, realtà rurali e periferiche o centri ricreativi per le diverse età della vita.

Giorgia Brandolese, attrice

Giorgia Brandolese è nata a Rovigo nel 1996. È laureata, con lode, in Lettere classiche e Storia antica presso l’Università degli Studi di Padova. Insegnante di scuola secondaria di II grado e giornalista pubblicista, si dedica al teatro, interessandosi in modo poliedrico al mondo dell’arte. Formatasi attraverso percorsi laboratoriali a cura della compagnia di Minimiteatri sotto la guida di Letizia E.M. Piva e a cura di Teatro del Lemming con il regista Massimo Munaro.
Unendo le sue professionalità, ha anche scritto diversi spettacoli teatrali, interpretandoli, quali 100 Gianni Rodari – fiabe, favole e poesie per anime belle e Marchesella, la Virguncula per Minimiteatri, Etty Hillesum – il cuore pensante della baracca per commemorare la Shoah. Sempre per Minimiteatri, è stata coinvolta in diverse importanti produzioni quali Nell’Inferno le Donne, Shahrazad racconta, Delitto nel Silenzio, La Zingana.

Alberto Zongaro, percussionista

Percussionista laureato al Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo, durante il corso di studio ha messo in atto numerose esperienze e collaborazioni: sessioni di registrazioni per films e l’opera multimediale Flatlandia.  Attualmente docente di Percussioni alla Scuola Secondaria  di Polesella, collabora con l’Orchestra Sinfonica del Veneto ed è docente di Percussioni presso la banda di Villadose.

Giusto Pilan, Pittore

Nato a Vicenza nel 1966. Si è diplomato nel corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1989.Vive e lavora a Vicenza.
Ha esposto in Italia e all’estero in importanti gallerie e istituzioni pubbliche.
Nel 2009 ha vinto il primo premio “arts plastiques” alla fondazione Charles Oulmont di Parigi, Francia.
Tra le ultime mostre si ricorda la personale nel 2017 presso la Galerie Exuo di  Tours,Francia,e la Galleria Ghelfi di Vicenza.
Nel 2016 è stato selezionato a partecipare alla Xuyuan International Print Biennal di Pechino presso Jinan art museum.
Nel 2015 è stato invitato dalla Galerie Very art Space di Parigi a partecipare alla mostra collettiva” Artistes Européens en Chine” presso il Quingdao Sculpture Art Museum.
La ricerca artistica di Giusto Pilan si concentra soprattutto nel recupero di una  memoria perduta, che ha le sue origini con la nascita dell’uomo e i primi graffiti rupestri. Un linguaggio che prende forma attraverso archetipi formali.
Nei lavori su carta Pilan utilizza una tecnica mista che attraverso la pressione di sagome in ferro crea delle forme che richiamano la figura umana o vegetale.
Immagini in equilibrio tra il segno e la forma, in un confine di ruoli sempre precario. Nei suoi quadri l’artista utilizza una tecnica a base di polvere di marmo cera e pigmenti, il suo pennello è il cannello che attraverso l’azione della fiamma fa penetrare la materia pittorica nel supporto.
Hanno scritto di Giusto Pilan: Giovanna Grossato, Fernando Bandini, Stefano Caselli, Marica Rossi, Ruggero Sicurelli, Luigi Marsiglia, Roger Pierre Turine, Danièle Gillemom, Luca Limongelli, M.G. Ferraguti, Marco Fantini, Giulia Bugliolo Bruna, Patrick-Gilles Persin, Marc Hériss, Bernard Pons Vignon, Laura Poloni, E.L.Francalanci.

Marco Munaro, poeta

Nato a Castelmassa nel 1960, vive a Rovigo, dove insegna, si è laureato a Bologna in lettere moderne nel 1984, con una tesi sulla poesia di Andrea Zanzotto.
Nel 2003 ha fondato “Il Ponte del Sale – Associazione per la Poesia”, che è anche casa editrice di opere di valore nelle diverse lingue d’Italia e del mondo, ma prima di tutto una comunità aperta a coloro che amano e difendono la bellezza.
È una delle voci riconosciute della poesia contemporanea. Ha ricevuto, tra gli altri, il Premio “Leonardo Sinisgalli”, il Premio “Laura Nobile”, il Premio “San Vito al Tagliamento”.
Ha pubblicato le raccolte poetiche: L’urlo (1990), Cinque sassi (1993),  Il Rosario del Lido, in 5 Poeti del premio “Laura Nobile” Siena 1993 (1995),  Il portico sonoro (1998), Vaso blu con narcisi (2001),  Ionio e altri mari (2003),  Nel corpo vivo dell’aria (2009), Berenice (2014),  L’arciere piumato (2015),  Ruggine e oro (2020),  Le falistre (2021) e  Un tempo nel tempo. Poesie 1983-2021 (2021).
La rivista “Atelier”, nel n° 69 del 2013, gli ha dedicato un’ampia monografia critica.
Ha tradotto Queneau, Rimbaud e Virgilio.
Coltiva lo studio amorevole dei maestri, il dialogo maieutico con i contemporanei e i giovani. Ne sono testimonianza: Il lampo della bocca e altre figurate parole tra poeti italiani del Novecento (un’originale antologia della poesia italiana curata con G. M. Tregiardini); La bella scola. La Comedìa di Dante letta dai poeti e illustrata (un singolare laboratorio didattico dantesco tuttora in fieri); l’edizione delle poesie di Bino Rebellato (con commento), di Gino Piva e di Eugenio Ferdinando Palmieri.
Suoi testi sono stati tradotti e pubblicati in spagnolo, polacco, finlandese, inglese e arabo, altri sono stati pubblicati (in italiano) negli Stati Uniti e in Giappone.

Marco Schiavon, oboista

Si è diplomato in oboe studiando con il M° A. Pietrobon presso l’istituito musicale F.Manzato di Treviso ed ha ottenuto il Diploma di Solista presso il Conservatorio della Svizzera Italiana. con il M° H. Elhorst E’stato Primo Oboe dell’Orchestra Giovanile Italiana ed ha collaborato, sempre in qualità di Primo Oboe con diverse orchestre: Fenice di Venezia, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Budapest Festival Orchestra, Muncher Kammer Orchester, Orchestre de la Suisse Romande e Orchestra del Teatro alla Scala  suonando con  prestigiosi direttori come: G. Sinopoli, L. Berio, F. Bruggen, H. Holliger, V. Gergiev, W. Sawallisch,  E. Imbal, G. Pretre, R. Muti, D. Gatti, A. Lombard,  M. W. Chung. L. Mazel. Ha ottenuto il primo premio al concorso oboistico di Asti; è risultato vincitore del concorso di Petritoli (AP). Dal 2004 è Primo Oboe nell’Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano. Per la Radio delle Svizzera italiana ha registrato, tra le altre cose, il concerto di Mozart e il concerto di Martinu per oboe.

Vanni Cantà, pittore

Vanni Cantà è nato nel 1955 a Rovigo (Italia) dove vive e lavora.
Nel 1980 ha conseguito la laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (D.A.M.S.) presso l’Università di Bologna, con una tesi sull’opera di Osvaldo Licini.
Dipinge dal 1976, partecipando a diverse manifestazioni artistiche in Italia e all’estero.
La sua pittura è caratterizzata da un cromatismo essenziale e da un segno tormentato e complesso, spesso marcato dall’intensità di gesti quasi sciamanici ed evocativi. L’aspetto figurativo delle composizioni si intreccia con soggetti del tutto astratti e divagazioni formali, dando luogo a rappresentazioni volutamente frammentate, talvolta con richiami alla scrittura e ad arcani simboli. In tali opere antico e moderno, s’incontrano e si scontrano, lasciando trasparire ciò che Paolo Serafini ha definito delle vere e proprie “fratture all’interno della tradizione”, in cui è possibile riconoscere la traccia “della instabilità delle basi e delle certezze quotidiane”. Hanno scritto di Vanni Cantà: Maria Beatrice Autizi, Sergio Garbato, Hans Felten, Gabbris Ferrari, Roberta Reali, Antonio Romagnolo, Sileno Salvagnini, Paolo Serafini, Maria Luisa Trevisan, Anna Zoppellari, Massimo Degrassi.

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