Giornate FAI di Primavera in Veneto, le aperture della 25a edizione

Da 25 anni al fianco degli italiani nella riscoperta del proprio patrimonio

25ª EDIZIONE
GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
Evento nazionale di sensibilizzazione e di raccolta pubblica di fondi

Sabato 25 e domenica 26 marzo 2017
Apertura straordinaria di oltre 1.000 siti in 400 località d’Italia

Per foto in HD: http://bit.ly/FaiPrimaveraPD

Quando nel 1993 si svolse la prima edizione delle Giornate FAI di Primavera (50 luoghi aperti al pubblico in una trentina di città) era difficile immaginare che sarebbero diventate uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano. Quest’anno sabato 25 e domenica 26 marzo si festeggia la 25ª edizione delle Giornate, un compleanno importante per una vera e propria festa di piazza irrinunciabile. Queste “nozze d’argento” con l’orgoglio e la consapevolezza condivisa di vivere nel Paese più bello del mondo, sono un traguardo di cui essere fieri, ma al tempo stesso un punto di partenza. E non è che l’inizio, perché 25 anni di successo significano la certezza che questo incontro collettivo può soltanto crescere ancora.

Sabato 25 e domenica 26 marzo il FAI invita tutti in 400 località d’Italia dove, grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 Apprendisti Ciceroni, saranno aperti oltre 1.000 siti: chiese, ville, giardini, aree archeologiche, avamposti militari, interi borghi. Si tratta di tesori di arte e natura spesso sconosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend con un contributo facoltativo.

Le Giornate sono aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti FAI – e a chi si iscrive durante l’evento – a chi sostiene la Fondazione con partecipazione e concretezza. A loro saranno dedicate visite esclusive, corsie preferenziali ed eventi speciali, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un beneficio: conviene a se stessi e fa bene all’Italia.

Ogni regione ha i propri appuntamenti, ogni località le sue sorprese e anche quest’anno il catalogo delle aperture è molto vario e ricco di proposte sorprendenti. Partecipare alle Giornate di Primavera è un modo per aiutare il FAI a portare avanti questa sua missione. Sono 1000 i luoghi in Italia che si apriranno al pubblico, in occasione delle Giornate di Primavera. Di questi, 100 sono riservati solo agli iscritti FAI o a chi si iscrive durante la manifestazione del 25 e 26. Ad accompagnare i visitatori nelle ville, nei palazzi, nei borghi, nei castelli, torri, archivi e biblioteche, nei luoghi di culto o nei parchi e nei giardini, ci saranno 35.000 Apprendisti Cicerone, giovani delle scuole italiane che hanno fatto un percorso di studio per essere in grado di spiegare al pubblico i beni in cui si trovano

«In Veneto, la regione più visitata con più di 60 milioni di turisti l’anno,  il FAI, Fondo Ambiente Italiano è cresciuto:  gli iscritti sono aumentati e i gruppi FAI Giovani raddoppiati in questi ultimi due anni;  alla vigilia della XXV° edizione delle Giornate di Primavera, sabato 25 e domenica 26 marzo, in Veneto si apriranno più di 40 beni, case, giardini, castelli, palazzi poco conosciuti, grazie all’impegno dei volontari» – ha spiegato Ines Lanfranchi Thomas, presidente regionale del FAI,  sottolineando come la bellezza del paese più bello del mondo sia a rischio e che occorre curare e tutelare un patrimonio straordinario.

 

BELLUNO E PROVINCIA

Belluno, Palazzo Fulcis, il Camerino d’Ercole

Palazzo Fulcis, il Camerino d’Ercole – La nuova sede del Museo Civico di Belluno occupa tre lati dello storico Palazzo Fulcis, ubicato nel centro storico della città. Il quarto lato attualmente è ancora di proprietà privata. Proprio qui si trova il “Camerino d’Ercole”, sontuoso salottino per il quale furono commissionate a Sebastiano Ricci “La caduta di Fetonte” ed altre due opere di straordinaria forza pittorica che fanno parte della collezione del Museo Comunale. Per le giornate di primavera 2017 la proprietà apre al FAI questo gioiello di stanze barocche, dove si auspica possano ritornare le tele per essere ammirate nella loro collocazione originaria a completamento del percorso museale.

Sospirolo – Villa Sandi – Zasso – La villa di Moldoi – Sospirolo è una delle più note e certamente la più scenografica tra le residenze nobiliari costruite in Val Belluna. Commissionata agli inizi del ‘700 dalla famiglia feltrina dei Sandi, sorge nel cuore delle vette dolomitiche. Il monte Pizzoc le fa da cornice e realizza con l’edificio centrale, il giardino, i rustici e i terrazzamenti della tenuta, uno splendido connubio di natura, architettura e paesaggio. Villa Sandi – Zasso, mantenendo intatto il fascino della dimora di delizia veneziana, si fa anche custode di numerose vicende storiche che l’hanno preceduta e poi attraversata: dai longobardi al secondo conflitto mondiale.

 

PADOVA E PROVINCIA

Padova, Palazzo Romiati

Palazzo Liviano, Il Museo delle Scienze Archeologiche e d’Arte e la nuova biblioteca interdipartimentale. L’edificio destinato ad ospitare gli Istituti d’indirizzo classico, oltre a quello di Storia dell’Arte, della Facoltà di Lettere, fu costruito dall’Università negli anni 1937 39, sotto il rettorato di Carlo Anti e fu chiamato «Liviano» in onore dello storico Tito Livio, nato a Padova nel 59 a. C. Il progetto fu affidato a Giò Ponti (1891 – 1979, milanese, architetto, saggista, uomo eclettico, partecipò attivamente alla rinascita del design italiano del dopoguerra), che ne curò, fin nei minimi particolari, anche la sistemazione interna e l’arredamento, creando un’opera d’arte di grande fascino e innovazione.

Le porte del Liceo delle Scienze Umane Amedeo di Savoia Duca D’Aosta. Il Liceo che si trova all’interno del Complesso Conventuale di S. Francesco è una scuola storica presente nel territorio da quasi 150 anni. Nel 2015 mette in atto un progetto artistico chiamato DUda (duca d’arte) e invita tutti gli artisti padovani a lasciare un loro segno sulla porta di ogni aula scolastica con l’obiettivo di educare gli studenti, gli insegnanti e il personale al bello, all’arte, alla cura dell’ambiente. 50 sono le porte/opere e i corridoi di una vecchia scuola sono diventati delle vere galleria d’arte. Oggi la scuola è un nuovo luogo artistico per tutti i padovani.

Palazzo Giacomini Romiati. Nel cuore della città di Padova, a pochi passi dalla Basilica del Santo, si cela, segreto e silenzioso, il giardino romantico progettato dall’ architetto veneziano Giuseppe Jappelli tra il 1839 e il 1840.  Dalla severa, impenetrabile facciata sulla via si accede alla corte interna, come ad una quinta teatrale in cui gli affacci neogotici, aperti sul giardino, immergono il visitatore in una atmosfera ricca di suggestioni evocative. Ingresso esclusivo per i soci FAI.

Selvazzano Dentro (PD), Casa Gottardo

Selvazzano Dentro – Casa Gottardo – Casa Gottardo è un esempio di casa in stile lecorbuseriano, dove il rigore razionalista diventa accoglienza domestica. Si tratta di una Casa-Studio disegnata da Colin Glennie, uno dei più ortodossi seguaci del pensiero di Le Corbusier che, con questo esempio a Selvazzano Dentro, lascia la testimonianza di un modo di intendere gli spazi che ha influenzato generazioni di architetti. La Casa-Studio, oggi mantenuta dai proprietari con gli stessi accorgimenti tecnici e le stesse soluzioni d’arredo pensate dal progettista alla fine degli anni ’60, fornisce un’interpretazione dell’abitare sottolineando la differenza tra edilizia e architettura. Ingresso esclusivo per iscritti FAI.

Arquà Petrarca – Giardino di Casa Copercini Giuseppin già Alessi – Il giardino di Casa Copercini Giuseppin già Alessi costituisce un mirabile esempio di simbiosi tra il contesto storico del borgo di Arquà Petrarca e il paesaggio circostante dei Colli Euganei. Creato negli anni Novanta, il complesso segue il declivio della collina, sviluppandosi su numerosi terrazzamenti. L’area centrale ospita uno spazio per momenti conviviali circondato da piante di tasso, potate ad arte topiaria, che si chiudono fino a formare un teatro verde.

Arquà Petrarca – Museo di Pianoforti Antichi e Mostra di Strumenti popolari della la Fondazione Musicale Masiero e CentaninLa Fondazione Musicale Masiero e Centanin ospita nelle pertinenze dell’omonima villa il Museo dei pianoforti antichi. Una ricca collezione di oltre quaranta strumenti settecenteschi e ottocenteschi traccia la storia dello sviluppo del pianoforte. La raccolta è affiancata da un gran numero di stampe a soggetto musicale e da una collezione di strumenti della tradizione musicale popolare provenienti da tutto il mondo.

Arquà Petrarca (PD), Oratorio della Santissima Trinità

Arquà Petrarca – Oratorio della Santissima Trinità e Loggia dei Vicari – Il complesso che si apre su piazza San Marco costituisce un curioso esempio di coesistenza tra influenza religiosa e potere politico. L’oratorio della Santissima Trinità, le cui fonti ne testimoniano la presenza prima del 1181, è affiancato dalla Loggia dei Vicari, luogo di assemblea delle più alte cariche civili. L’oratorio, luogo di culto preferito dal Petrarca, ospita al suo interno il prezioso polittico di Sant’Agostino di Jacobello di Bonomo (1370) e la pala della Trinità di Jacopo Palma il Giovane (1626).

Este – Complesso religioso delle Consolazioni – Il chiostro della Chiesa di Santa Maria delle Consolazioni è uno degli edifici più interessanti e carichi di storia di Este. Si pregia di un colonnato dal sapore Quattrocentesco e di una serie di affreschi del 600. Dove oggi sorge la chiesa di Santa Maria delle Consolazioni esisteva l’antico ospedale di S. Antonio Abate con annessa una piccola chiesa dedicata alla Beata Vergine. La chiesa conservava, fino a qualche anno fa, il dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino del pittore G. B. Cima da Conegliano; l’opera, eseguita nel 1504 è ora ospitata presso il Museo Nazionale Atestino. La chiesa è chiusa da un decennio ed attualmente è oggetto di un’importante opera di restauro.

Torreglia – Villa dei Vescovi – Una villa romana dell’antichità trapiantata nel Veneto degli inizi del Cinquecento, nata per il soggiorno estivo dei vescovi padovani, opera sublime di celebri architetti tra cui Giulio Romano. Un raffinato esperimento della cultura umanistica in cui architettura e natura si fondono.

 

ROVIGO

Ex ZuccherificioIl complesso nacque agli inizi del ‘900 ad opera della Società Italiana per l’industria dello zucchero e rimase operante fino al 1978. Le strutture appaiono “ricche” e dimostrano come la tecnologia costruttiva fosse una vera e propria opera d’arte. L’edificio è in mattoni con finiture all’esterno a faccia a vista. Originaria la costituzione di una sorta di piazza, sulla quale si aprono le singole unità funzionali. Gli edifici sono stati soggetti a vendita e nel 1991 si costituì Cen.Ser. SpA. I progetti di recupero hanno sottolineato la qualità dell’esistente. Alcuni edifici, oggi, sono sede dei Centri Universitario, Congressi, Fieristico e sede di laboratori e aziende scientifici.

Ex Ospedale Psichiatrico Provinciale L’ex ospedale psichiatrico è un luogo della memoria, un luogo in cui il tempo è sospeso dal 1997, anno della definitiva dimissione a seguito dell’applicazione della legge Basaglia. La Provincia di Rovigo progettò il complesso nel 1906 ma, a causa dei costi, dei ritardi e dell’utilizzo dell’area da parte dell’Amm. Militare durante la I° Guerra Mondiale, non fu aperto fino al 1930. Da quel giorno la struttura si animò di tante vite e storie personali. La planimetria è organizzata secondo uno schema a ferro di cavallo, per consentire il controllo visivo dei padiglioni. Taluni pazienti hanno dipinto alcuni interni con affreschi e graffiti. Bello il parco, caratterizzato da alberi secolari.

 

TREVISO E PROVINCIA

Cappella dei Rettori del Monte di Pietà – Il palazzo del Monte di Pietà, sotto il profilo artistico, è uno dei più interessanti di Treviso e, contemporaneamente, uno dei meno conosciuti. Vero gioiello è la Cappella dei Rettori piccolo ambiente risalente al cinquecento molto bel conservato e riccamente decorato da cuoi decorati (XVII sec.), notevole il soffitto a travicelli dipinti ad intreccio e le sei storie e parabole, che richiamano il tema della carità ai bisognosi e sono considerate il capolavoro del pittore fiammingo Ludovico Toeput detto il Pozzoserrato. Nella parete absidale di fondo è rappresentato ad affresco il miracolo della “Moltiplicazione dei pani e dei pesci” attribuito a L. Fiumicelli.

Chiesa di Santa Lucia – La Chiesa di Santa Lucia, suggestivo scrigno d’arte e di storia della fine del XIV secolo, mantiene ancora oggi l’aspetto simile quasi a una “cappella palatina” per le sue contenute dimensioni e per la sua decorazione pittorica. Sulla parete destra al centro si trova la Madonna del Pavegio (farfalla), in origine collocata sopra l’altare del 1350 c.a, con il bambino in braccio che segue il volo di una farfalla, ai lati angeli di Tomaso da Modena. Le volte delle tre campate di fondo della chiesa, così pure le pareti, sono affrescate con raffigurazioni di storie di santi del XIV secolo. La chiesa fu ingrandita nel 1389 e riconsacrata il 13 dicembre.

Carbonera – Villa Valier Loredan Perocco di Meduna – La Villa, ora di proprietà dei Perocco di Meduna, è meravigliosamente conservata, bianca e luminosa, in uno scenario verde e lussureggiante. Si compone di un corpo centrale affiancato da due barchesse con porticato perfettamente simmetrico. La facciata ha al centro quattro colonne ioniche al primo piano sovrastate da un timpano con foro centrale. All’interno conserva un importante salone affrescato da Gerolamo Brusaferro. L’artista, nato a Venezia nel 1679, fu allievo di Nicolò Bambini. Il salone presenta una decorazione ispirata a episodi leggendari della storia romana, inquadrati in fastose architetture illusionistiche.

 

VENEZIA E PROVINCIA

Venezia, Palazzo Morisini Gatterburg

Palazzo Morisini Gatterburg – Palazzo Morosini, in campo Santo Stefano, ora proprietà di Generali S.p.A., nasce dall’unione di più edifici, tra fine Seicento e primi Settecento. Nel 1628 entra a far parte del patrimonio Morosini. In questa casa crebbe Francesco, detto il Peloponnesiaco, Doge di Venezia dal 1688, fautore della riconquista della Morea. Della decorazione originaria restano molti pregevoli stucchi della fine del Cinquecento e primi Seicento, il ciclo mitologico della Sala d’armi e gli affreschi eseguiti per il secondo matrimonio di Francesco con Paulina Mocenigo nel 1688. Nel 1884, alla morte dell’ultima erede, il Comune di Venezia acquistò l’archivio familiare e alcuni cimeli, oggi al Museo Correr. Ingresso esclusivo per i soci FAI

Scuola Grande della Misericordia – Alla fine del sec XV, ritenendo insufficiente la precedente, il progetto della Scuola Nuova fu affidato a Jacopo Sansovino che ne iniziò la costruzione, rimasta incompleta nel rivestimento delle facciate, visti i costi elevatissimi della realizzazione. Il salone al pian terreno è diviso in tre navate; la sala del Capitolo fu realizzata negli anni ’80 del ‘500 ed ospitava opere, oggi perdute, di Veronese, Padovanino, Tintoretto. Nel 1589 gli arredi sacri vennero trasportati nella nuova sede. Dopo la soppressione napoleonica delle Scuole nel sec.XIX, la scuola fu adibita a vari usi. Oggi è proprietà privata e un recente e grandioso restauro la restituisce alla città e al pubblico.

Chiesa di Sant’Andrea della Zirada – La struttura eretta nella seconda metà del XV secolo al posto dell’antico oratorio per le monache agostiniane del vicino monastero. Molte sono le analogie con le chiese veneziane dello stesso periodo, come San Giovanni in Bragora, Sant’ Alvise, Sant’ Aponal, San Giovanni e Paolo, Frari, Madonna dell’Orto. All’interno conserva un raro esempio di barco, o coro pensile. L’altare maggiore con la Trasfigurazione sul monte Tabor, risalente al 1679 è attribuito allo scultore belga Giusto Le Court. Restaurata e restituita al culto nel 2016, è tuttora raramente accessibile.

Il Negozio Olivetti – Realizzato dal grande architetto Carlo Scarpa per Adriano Olivetti, il negozio è uno degli esempi più significativi dell’architettura del Novecento. Abbandonato per anni all’oblio, è tornato all’aspetto originario riaprendo al pubblico i suoi spazi.

Chirignago – Villa Bisacco-Palazzi – Villa Bisacco-Palazzi, o meglio “Centro don Orione”, in Via Miranese al centro di Chirignago, probabilmente del XVII secolo, non può essere ignorata per la sua maestosa complessità, con la barchetta adiacente dalle armoniose proporzioni, circondata da un esteso parco e un giardino all’italiana con vere da pozzo e statue. All’interno, nel salone a piano terra, si apre un ciclo di affreschi con scene che possono essere avvicinate a Giandomenico Tiepolo, sebbene della metà dell’Ottocento. Sono opera giovanile di Luigi Da Rios, un pittore quasi sconosciuto al grande pubblico ma non certo agli specialisti della pittura veneta dell’800 e riscoperto dopo la mostra del 2013 a Vittorio Veneto.

Chioggia – Chiesa di San Domenico – La Chiesa del 1200 ospita il santuario del Cristo di San Domenico. Ricostruito nell’ 800 in gusto barocco, l’edificio religioso è il più importante della città, dopo la cattedrale. Del complesso romanico resta il campanile trecentesco. All’interno le tele del Crocifisso e Santi di Tintoretto (1518-1594), la Deposizione di Bassano (1515-1592) e San Paolo del Carpaccio. Il “Cristo” “Patiens” che la tradizione vuole giunto in città spinto dalle acque del mare, è oggetto di devozione da parte dei pescatori. I Misteri del Rosario di A. Brustolon sono conservati nel museo diocesano. Le 40 tele testimoniano la devozione dei cittadini chioggiotti al Cristo e alla Madonna del Rosario.

Mirano – Villa Morosini e Villa Erizzo Belvedere – Villa Morosini, Villa Erizzo e il suggestivo Castelletto fanno parte del patrimonio del Comune di Mirano.  Dopo l’acquisizione da parte del Comune di Mirano negli anni Settanta, un recente attento restauro, molto sentito dalla popolazione, ha restituito le due Ville e il Castelletto alla Comunità. I parchi in cui sono immerse le due ville sono stati recentemente unificati e sono caratterizzati da una ricchissima varietà di piante e alberi, alcuni monumentali. I parchi sono stati aperti alla cittadinanza e sono diventati una mèta molto frequentata dai miranesi e lo scenario ideale per eventi culturali.

San Stino di Livenza (VE) Boschi di Bandiziol e Prassaccon

San Stino di Livenza – Boschi di Bandiziol e Prassaccon – I boschi di Bandiziol e Prassaccon rappresentano la foresta planiziale più estesa del Veneto Orientale, con una superficie di quasi centoventi ettari di terreno piantato ad alberi tra il ’94 e il ’97, grazie a un progetto del Comune di San Stino di Livenza. Si tratta di uno dei più grossi esempi di rimboschimenti effettuati nella Pianura Padana; di notevole importanza dal punto di vista turistico e naturalistico, questa zona è un esempio caratteristico della vegetazione del bosco di pianura. Diverse specie di alberi convivono nei boschi di Bandiziol e Prassaccon, offrendo in tutte le stagioni la possibilità di ammirare una flora rigogliosa e variegata.

San Stino di Livenza- Villa Migotto – Villa Migotto rappresenta il classico esempio di villa cinquecentesca, caratterizzata da una tipica pianta a veneziana con salone centrale al piano nobile, illuminato da una trifora con balcone centrale e cinque monofore addossate che si contrappongono alle finestrelle quadrate del piano granario. Tutte le finestre del piano nobile sono archivoltate e la cornice del tetto è a modiglioni. La villa si affaccia sull’antica ansa di Corbolone del fiume Livenza attraverso il quale era possibile raggiungere il porto antico di Caorle e Venezia. L’ansa fu eliminata nel corso dell’Ottocento con la rettifica del corso del fiume e trasformata nel canale Malgher.

San Stino di Livenza – Chiesa di San Marco Evangelista – La Chiesa di San Marco Evangelista è uno scrigno ricco di preziose opere artistiche incastonata in una maestosa ed affascinante riviera. L’attuale complesso religioso risale agli inizi del ‘500 periodo in cui si profila un particolare interesse da parte delle famiglie nobili veneziane, proprietarie di terreni in quelle località, a costruire residenze grazie alla felice posizione offerta dal Livenza. La chiesa presenta una pianta a forma rettangolare absidata e sul lato sinistro si apre la cappella dell’Annunciata; all’esterno l’edificio è sobrio, ma elegante con i mattoni a faccia vista e un portone impreziosito nella parte superiore da un rosone e sui due lati da due archetti ciechi.

San Stino di Livenza- Villa Correr Agazzi Da oltre 400 anni, questa antica dimora di campagna appartenente ad una Famiglia della classe agiata, si pone al centro dello svolgersi di vicende affascinanti, rese intriganti dal forte legame esistente tra Villa e il territorio ove fu edificata. Spettatrice silenziosa di avvenimenti che ebbero come protagonisti le Grandi Famiglie che ne furono proprietarie, intersecati, a loro volta, con episodi della semplice ed a volte difficile vita delle comunità locali, la Villa oggi è vivida testimonianza di un passato di impresa e di fasti che racchiudono un patrimonio di tradizione storica ed artistica del tutto singolare.

 

VERONA E PROVINCIA

 

Cerea (VR) Villa Guastaverza Bottura

Palazzo Ridolfi – Il palazzo Ridolfi è datato 1545 e viene attribuito a Bernardino Brugnoli (1538-1585), architetto, ingegnere, cartografo ed idraulico veronese, nipote dell’architetto Michele Sanmicheli, la cui impronta rimane nelle opere del Brugnoli; il palazzo venne in seguito modificato con la costruzione del secondo piano, voluta dai Da Lisca. Distrutto da razzi incendiari il 23.02.1945, si salvò solo il salone centrale affrescato da Domenico Brusasorzi (Verona 1514-1567), adibito ora ad Aula Magna del Liceo. Il salone è decorato da un fregio pittorico di 40 metri sui quali si sviluppa la celebre Cavalcata di Carlo V e di Clemente VII che si svolse in Bologna il 24.02.1530.

Museo degli Affreschi Cavalcaselle – Il Museo degli Affreschi Cavalcaselle si trova negli spazi dell’ex convento di San Francesco al Corso, all’interno del quale è inserita la Tomba di Giulietta Capuleti. L’itinerario completo di questa sede museale permette di conoscere la storia di Verona, ad iniziare dalle pitture ad affresco che ornavano palazzi e chiese fra il Medioevo e il Cinquecento, staccate per ragioni di salvaguardia, tra XIX e XX secolo, dai muri su cui erano state dipinte; si prosegue con la suggestiva ricostruzione degli affreschi della cappella dei Santi Nazaro e Celso (i più antichi risalenti al 996).

Educandato Statale “Agli Angeli” – L’Educandato è stato istituito con decreto napoleonico l’8 febbraio 1812 come “Collegio Reale delle Fanciulle” nell’ambito di un progetto di laicizzazione della cultura. Attualmente l’istituto scolastico fa parte del patrimonio disponibile della Provincia di Verona, ed è frequentato da 1700 studenti di entrambi i sessi, che possono seguire scuole di diverso ordine e grado. Nell’ampio parco è stato di recente inaugurato un polmone verde di 24 mila metri quadrati, “un bosco in città”. Di notevole interesse culturale sono le tele di Tomaso e Andrea Porta, padre e figlio, che a Verona hanno proficuamente lavorato, affrescando le ville più importanti (Sagramoso, Carlotti, Pellegrini, Ottolini).

Sommacampagna – Chiesa di San Rocco –  La chiesa di San Rocco, edificata nel 1511, si trova nel punto più alto di Sommacampagna, sulle rovine di un fortilizio medievale, di cui però oggi non resta nulla. Vi aveva sede una Compagnia della buona morte o Disciplinati, confraternita nata per assistere malati e morenti in occasione di epidemie. La chiesa venne adibita a ospedale da campo durante le battaglie risorgimentali. Il campanile risale al 1904, dopo che nel 1903 venne demolito quello originale. All’interno una tela con Madonna col Bambino, fra i santi Rocco, Antonio Abate, Francesco e Bernardino, una Madonna Assunta ritratta a mezzo busto, anche in questo caso di ignoto.

Sommacampagna – Oratorio di San Giovanni BattistaLa cappella campestre di San Giovanni Battista fu edificata nel 1721, per richiesta del conte Campostrini, proprietario dei latifondi siti in contrada Zerbare. La necessità di costruire questa chiesa era dettata dal fatto che la località distava 1,5 miglia dalla parrocchiale, alla quale era collegata da una strada “incomoda”. La chiesetta ha un portale di accesso architravato e incorniciato da una fascia in pietra modanata, sormontato da un riquadro affrescato raffigurante un sacro battesimo. L’interno si sviluppa in un’unica navata, lunga 6 metri e larga 4, con un altare barocco in marmo. Sono presenti una statua del santo protettore, una tela del Lanceni e due affreschi di Taddeo Taddei.

Sommacampagna – Pieve di Sant’Andrea – Piccolo gioiello di arte romanica rurale, rappresenta il nucleo più antico di Sommacampagna. È presente sin dai primi anni dell’XI secolo. L’interno è impreziosito da un importante ciclo di affreschi. Noto è il Giudizio Universale attribuito al Maestro Cicogna.

Legnago – Fondazione Fioroni – La casa di una donna forte ed intraprendente, unica nel suo genere. Attraverso le sue raccolte scopriamo Maria Fioroni figura di spicco nel panorama culturale veronese del secolo scorso. Fu storica, archeologa, ceramologa di valore, filantropa generosa ed attenta nei confronti della sua amatissima città d’adozione, svolse la sua intensa e poliedrica attività di ricerca tra le quiete stanze del palazzo di famiglia che pian piano si trasformarono in un museo dedicato a raccontare la millenaria storia di Legnago. Il suo collezionismo paziente e rigoroso si concretizzano nel lapidario, nella collezione di armi medievali, di ceramiche rinascimentali e nelle sale del Museo del Risorgimento.

Cerea – Villa Guastaverza Bottura – Villa Guastaverza Bottura costruita nel ‘500 e ristrutturata nel ‘700 secondo i canoni dell’architettura neoclassici testimonia i valori sociali e culturali affidati dai committenti alle proprie residenze, manifestazione della loro cultura e raffinatezza. Nel 700 la villa divenne dimora estiva della letterata Silvia Curtoni Verza che qui trascorreva le sue vacanze aprendola agli amici che frequentavano l’intellettuale salotto della sua casa di piazza Bra’ in Verona. Ingresso riservato ai soci FAI.

 

VICENZA E PROVINCIA

Vicenza, Caveau di Palazzo Leoni Montanari

Caveau di Palazzo Leoni MontanariLe Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, polo culturale e museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, sono allestite in una dimora seicentesca, caratterizzata da un’esuberante decorazione interna di gusto barocco. Vi sono esposte in via permanente tre collezioni d’arte appartenenti alla Banca: il piano nobile presenta nuclei di vasi tratti dalla raccolta di ceramiche attiche e magnogreche e un corpus di dipinti del Settecento veneto, mentre al piano alto è accolta la collezione di icone russe, ritenuta la più importante presente in occidente. Nei locali annessi alle Gallerie trovano sede, un deposito di opere d’arte, un laboratorio di restauro e una biblioteca specialistica.

Palazzo Serbelloni – Nel lato orientale di Contrà Oratorio dei Proti, separato dall’Istituto Proti da uno stretto vicolo, si trova Palazzo Sale Serbelloni. Nel 1563-1564 l’estimo registra una proprietà in sito di Giacomo Trento; nel 1690 però la proprietà passa da Ludovico Caldogno a Ottavio Sale, cedendola in uso. Il figlio Antonio Sale, dopo trattative in atto fin dal 1693, acquista l’edificio al quale vengono apportati molti miglioramenti, eccetto la facciata. Questa fu definita entro il 1711, quando Giandomenico Dall’Acqua la riporta, insieme alla pianta del Palazzo, nella sua “Descrizione iconografica di Vicenza”.

Arzignano – Chiesa dei SS. Rocco e SebastianoLa costruzione della chiesa attuale risale al 1630 quale ex voto per la liberazione dalla famosa epidemia di peste di manzoniana memoria e fu eretta accanto al luogo dove, per la distanza dall’abitato, vi era il lazzaretto e venivano sepolti i morti appestati. Tuttavia già circa 100 anni prima (1525-1530, a seguito della pestilenza degli anni della guerra di Cambrai) esisteva una piccola ‘chiesuola’ che risulta ingrandita nel 1550 con la collocazione nel presbiterio della pala d’altare (oggi sulla parete di sinistra) dedicata a San Rocco che visita gli appestati, attribuita a Domenico Riva (o dalla Riva) di Venezia.

Arzignano – Chiesa e Oratorio di San BernardinoLa Chiesa convento dei Cappuccini venne consacrata nel 1609 e da quel momento la Comunità di Arzignano ebbe sempre cura di questa chiesa e del convento rifornendoli di olio per le lampade e di candele per gli altari arrivando a riparare e conservare a proprie spese la struttura. Questa simpatia speciale per i frati cappuccini è testimone dell’opera religiosa e sociale che essi svolgevano per la comunità ma che valicava anche i confini del territorio comunale spingendosi da Marana e Campodalbero fino a Brendola; nel territorio veronese e anche in quello trentino.

Marostica – Palazzo DoglionePalazzo Doglione è sempre stato il centro nevralgico delle attività gestionali e amministrative della città. Dapprima fu Sala del Consiglio Generale e Consiglio dei Trenta, con annessa la ‘cancelleria dei nodari’. Tra le arcate della Loggia ogni martedì si tenevano gli incontri fra i nodari e coloro che avevano da vendere o comprare qualche bene. A seguire divenne Monte di Pietà. Anche dopo la caduta della Serenissima il Doglione mantenne il suo ruolo civile, sede di molte società amministrative, fino al 1924 anno in cui la Banca Popolare di Marostica ne divenne proprietaria. Sarà possibile vedere la collezione di ceramiche, quadri e l’imponente opera ‘ Il Buon Governo’ di Gigi Carron. Ingresso esclusivo per i soci FAI.

Marostica – Chiesa di Sant’Antonio Abate e Chiesa del CarmineNel cuore di Marostica, salendo per Via Sant’Antonio lungo una via selciata con un tratto di portici tra i più antichi della città, si raggiungono la Chiesa e l’ex convento di Sant’Antonio Abate; di fronte è la Scholetta del SS. Sacramento e, un pò più in alto, sopra la scalinata in pietra, campeggia la chiesa del Carmine con il suo splendido Oratorio. Questa ‘conversazione tra facciate sacre’ si pone entro il tracciato urbano e arriva fino i confini delle mura del Castello Superiore. Tra queste antiche mura troveremo personaggi della Partita a Scacchi, lavoratori della paglia e maestri del vetro.

Agugliaro, Villa Saraceno – Villa Saraceno, dopo molti anni di degrado, è stata completamente ristrutturata ed in modo egregio per opera della società inglese The Landmark Trust. Il progetto della villa, che fu costruita da Palladio nel 1548 ca., è inserito nei Quattro Libri, e prevede due barchesse laterali formate rispettivamente da due bracci. Venne eretta, e solo in parte, quella di destra. Il prospetto del corpo padronale presenta, nella sezione mediana leggermente aggettante, tre fornici coronati dal frontone triangolare secondo uno schema già visto in altre fabbriche.

Per gli orari di apertura è possibile consultare il sito www.giornatefai.it